I giorni belli, quelli difficili e la forza di andare avanti

Siamo partiti mercoledì 21, pieni di entusiasmo. Era la nostra prima crociera: io, Marica e Nico ci immaginavamo il mare, le escursioni, gli spettacoli e quei giorni da vivere tutti insieme, lontani dalla solita routine.

La prima notte, però, il mare aveva altri programmi.

Era mosso e la nave si muoveva parecchio. Anche se era enorme, sentivamo l’acqua sbattere contro lo scafo e facevamo fatica a dormire. Non avendo mai vissuto una cosa simile, ci siamo spaventati un po’. Ci guardavamo e cercavamo di rassicurarci, ma quella notte sembrava non finire mai.

Poi, per fortuna, il mare si è calmato.

Uno stretto vicolo urbano con edifici colorati, opere di street art e persone che camminano. Il cielo è sereno con alcune nubi bianche.

Il giorno dopo siamo scesi a Marsiglia. È una città stupenda, piena di angoli da scoprire. Abbiamo camminato tantissimo — quasi 30.000 passi — e ci siamo goduti ogni momento. Tornati sulla nave, eravamo stanchi, ma felici. Quella notte abbiamo dormito bene, e al mattino ci aspettava Barcellona.

Una famiglia in posa sul lungomare, con il mare e il porto sullo sfondo, in una giornata di sole.

Anche Barcellona è stata una bellissima sorpresa. Il tempo era splendido, il sole ci accompagnava mentre giravamo per la città e scoprivamo posti nuovi. Abbiamo camminato ancora, osservato, fatto fotografie e condiviso momenti che ci porteremo dietro. Per qualche ora, il mare agitato della prima notte sembrava già un ricordo lontano.

Un uomo e un ragazzo sorridenti a tavola in un ristorante, con piatti di cibo. Il ragazzo fa un segno di pace con le mani, mentre l'uomo sorride. I piatti includono un hamburger, patatine fritte e pollo.

La crociera, del resto, aveva tanto da offrire. Gli spettacoli erano bellissimi, i servizi organizzati con cura, gli ambienti puliti e il personale preciso. E sì, abbiamo anche mangiato un po’ più del dovuto. Ma quando si è in vacanza, ogni tanto ci sta.

Un gruppo di performers sul palco applaudito dal pubblico in un teatro con decorazioni colorate.

Il giorno della navigazione, però, il mare è tornato a farsi sentire. Dovevamo attraversarlo per rientrare a Genova e il tempo era brutto: la nave si muoveva molto e la giornata è stata lunga. Quel movimento ci ha tolto un po’ di leggerezza e, in parte, ha condizionato la vacanza. Eppure, anche in quei momenti, abbiamo cercato di trovare il nostro modo di stare bene.

L’ultima mattina sono andato in palestra, sperando di ritagliarmi un po’ di tranquillità. Marica e Nico sono rimasti in cabina: Nico doveva ripassare per non restare indietro con la scuola. Ma dopo circa un’ora mi ha chiamato:

«Babbo, andiamo a giocare a biliardo?»

E così siamo andati.

Due persone sorridenti che tengono le stecche da biliardo, mentre sul tavolo da biliardo ci sono alcune palle. Un'altra persona gioca dietro di loro.

Abbiamo conosciuto un papà e suo figlio di Napoli, e siamo rimasti a giocare a biliardo per tutto il pomeriggio. Marica, intanto, si è concessa un po’ di shopping sulla nave e un po’ di riposo. È stato uno di quei pomeriggi semplici che poi ricordi con un sorriso: una partita dopo l’altra, le chiacchiere, le risate e mio figlio che, invece di pensare ai compiti, aveva trovato il suo modo di godersi la vacanza.

Poi siamo tornati a casa.

E lì ci aspettava una notizia che non avremmo mai voluto ricevere. La cagnolina che avevamo regalato a mia suocera, si era ammalata gravemente. Aveva 13 anni ma ancora bella arzilla. E niente…Nel giro di due giorni siamo passati dalla speranza alle visite, dalle visite alla consapevolezza che non si poteva operare. Abbiamo dovuto affrontare la decisione più dolorosa: lasciarla andare, perché non soffrisse ancora.

Cane piccolo bianco seduto su un tappeto marrone, accanto a una borsa della spesa in un ambiente domestico con una finestra aperta sullo sfondo.

È difficile spiegare cosa si prova in quei momenti. Non è soltanto perdere un animale. È salutare una presenza che ha fatto parte della famiglia, dei gesti di ogni giorno, dei ricordi e della nostra storia. Siamo rientrati da una vacanza piena di immagini belle e, in pochi giorni, ci siamo ritrovati dentro una tristezza enorme.

Avevo tanti appuntamenti e tante persone da vedere. Dovevo esserci, sorridere, ascoltare, dare energia. Ma quel giorno nelle storie di Instagram l’ho detto chiaramente: era una giornata molto triste. Perché anche chi cerca di portare positività agli altri ha i suoi momenti di sconforto. Anche chi sorride spesso può avere il cuore pesante.

Per un paio di giorni mi sono sentito stordito. La perdita, la decisione presa dal veterinario e il rientro difficile mi avevano scosso profondamente. Non voglio far finta che basti allenarsi o ripetersi una frase per cancellare il dolore. Ci sono cose che fanno male, e hanno bisogno del loro tempo.

Però, piano piano, ho ritrovato un po’ di equilibrio. Mi hanno aiutato le persone che incontro ogni giorno, la loro energia e il fatto di poter condividere con loro un pezzo della mia giornata.

Mi hanno aiutato gli allenamenti: non perché facciano sparire la tristezza, ma perché mi permettono di scaricare quello che ho dentro e di sentirmi di nuovo presente. E mi ha aiutato anche ricordare quanto amore Pesca ci ha dato.

È questo che cerco di trasmettere a chi si allena con me e a chi mi segue: non sono una persona che sta sempre bene, e non voglio fingere di esserlo. Anch’io ho i miei momenti no. La positività, per me, non significa non soffrire o dover sorridere per forza. Significa provare a rialzarsi, accettare l’aiuto delle persone vicine e fare un passo alla volta, anche quando è difficile.

La vita ci mette davanti a momenti belli e momenti che non avremmo mai scelto. Non possiamo sempre decidere quello che ci succede, ma possiamo provare a scegliere come attraversarlo. A volte basta poco: una passeggiata, una telefonata, un allenamento, una partita con tuo figlio, o qualcuno che ti sta accanto senza chiederti di essere forte.

La crociera mi ha lasciato il ricordo di Marsiglia, del sole di Barcellona, degli spettacoli, delle risate e di quel mare che ci ha fatto un po’ paura. Il ritorno mi ha lasciato il dolore di un addio. Sono due parti della stessa storia, e non voglio cancellarne nessuna.

Perché la vita è fatta anche di questo: momenti in cui ridi e momenti in cui piangi, giornate leggere e giornate in cui devi solo trovare la forza di arrivare a sera. Io provo ad affrontarle con energia, con gratitudine e con la voglia di continuare a crescere.

E quando il cielo si fa scuro, cerco di ricordarmi una cosa: non può piovere per sempre.

Tramonto sul mare con onde in movimento e un piccolo peschereccio all'orizzonte.

Passato qualche giorno però sono riuscito a ricaricarmi. Ho capito che ho bisogno della mia routine, delle mie abitudini e dell’energia delle persone che alleno. Mi sento un po’ come una batteria quando la colleghi alla corrente, mi ricarico a palla. Ed è così che mi sento oggi, mentre scrivo: carico, energico e positivo, pronto ad affrontare qualsiasi sfida mi si presenti davanti.

Ogni tanto staccare ci sta. Ma l’allenamento, la routine e le persone che ti circondano, sono parte di ciò che costruisce il nostro carattere e la nostra quotidianità. Quando trovi qualcosa che ti fa stare bene, non vedi l’ora di rifarla.

Un uomo sorridente in t-shirt nera esegue un esercizio di allenamento su un tappetino, circondato da un'ambientazione colorata con grafica pubblicitaria sullo sfondo.

Ed è proprio questo che cerco di trasmettere alle persone che si allenano con me: trovare qualcosa o qualcuno che dia loro energia, che le faccia sentire bene e che le aiuti a ripartire, un giorno alla volta.

Anthony